Metro Brescia vieta bici e monopattini elettrici: scoppia la protesta dei pendolari

BRESCIA – Il nuovo divieto introdotto da Metro Brescia — in vigore dal 30 novembre — di trasportare biciclette e monopattini elettrici all’interno dei convogli ha lasciato di stucco molti pendolari. Un semplice cartello bilingue, comparso alle stazioni senza annunci preventivi, informa i passeggeri del nuovo stop, che per ora risulta poco controllato ma già molto discusso nelle chat dei cittadini.

La posizione di Metro Brescia

A spiegare la decisione è il presidente di Metro Brescia, Flavio Pasotti, che parla di una misura «imposta da esigenze di sicurezza».
«Le batterie di questi mezzi possono costituire un pericolo. A Roma, solo il mese scorso, un monopattino ha preso fuoco su un autobus: non possiamo rischiare un episodio simile in un ambiente chiuso come la metropolitana. Ci dispiace, ma la sicurezza viene prima di tutto», afferma Pasotti.
Al momento, oltre a Brescia, solo la Capitale applica un divieto altrettanto rigido.

Le critiche degli ambientalisti

Durissima la replica di Ettore Brunelli, coordinatore della Consulta per l’Ambiente, che giudica la scelta «ingiustificata e priva di un reale confronto con il territorio».
«Un singolo episodio non basta per vietare completamente mezzi che contribuiscono a ridurre il traffico e a favorire la mobilità sostenibile», sottolinea Brunelli.
Il rappresentante evidenzia inoltre come il provvedimento colpisca in modo selettivo un’unica categoria di veicoli elettrici, mentre altri — come le carrozzine elettriche, anch’esse dotate di batterie — restano giustamente ammessi: «È un evidente pregiudizio verso alcuni utenti».
Brunelli propone invece di «rafforzare i controlli su comportamenti realmente pericolosi» e rimprovera l’azienda per non aver coinvolto associazioni e realtà locali prima della decisione.

Disagi per chi si muove dall’hinterland

Il blocco colpisce soprattutto i residenti dei comuni limitrofi che ogni giorno utilizzano bici e monopattini elettrici per raggiungere la metropolitana e poi spostarsi verso il centro.
Una pratica virtuosa che rischia di essere fortemente penalizzata da un divieto considerato da molti «totale, indifferenziato e controproducente», in contrasto con le politiche di mobilità sostenibile che la città dice di voler promuovere.
Per molti pendolari, infatti, questi mezzi rappresentano la vera alternativa pratica e pulita all’auto privata.

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