I voti dell’avvocato: Pagellone finale del Tour 2024

POGACAR  10 
Sfata il mito della doppietta ventisei anni dopo Pantani, aggiudicandosi un Tour da dominatore, complice forse anche la non perfetta preparazione del suo avversario danese. Un trionfo a colpi di record di scalata, vatt per chilo ed altre cose simili. Entra, ammesso che già non ci fosse, nella storia dei più grandi di questo sport. Speranza: che non si parli in futuro di risultati avvelenati da monossido di carbonio o biossido di qualcos'altro. Ad ogni buon conto, avviso ai naviganti doping-dietrologisti-terrapiattisti: senza prove, per favore, tacete. Re Tadej.
VINGEGAARD  9,5
Due mesi di inattività, un polmone perforato e varie costole spezzate ai quattro venti. Due mesi dopo è secondo al Tour, impensierisce (solo all'inizio per la verità) il Re e si dimostra tagliato per i Grandi Giri, anche da post-infortunato, con la perla di una tappa vinta in rimonta sul fenomeno sloveno. Jonas: hai visto quello che ha fatto il tuo amico-rivale? Che ne dici l'anno prossimo di tentare anche tu la doppietta?
EVENEPOEL   9
Il ragazzo non brilla per simpatia (alcune sue dichiarazioni durante il Tour, in particolare verso la Visma ed il suo capitano, fossi stato io Vingegaard gli avrei risposto per le rime...) ma onestamente, al cospetto dei due fenomeni fa decisamente il suo, vince a crono, dove doveva vincere, sale sul podio, spesso si trova fianco a fianco con Vingegaard. Forse sta definitivamente consacrandosi uomo da Grandi Giri. Certo, in un periodo storico dove ci sono, non uno, ma due acchiappatutto, viene difficile vincere ma ha l'età dalla sua parte. Confesso di aver toppato completamente il pronostico. Non lo davo nei cinque, forse nei dieci. Mi ha smentito. Bravo a lui. Da rivedere.
ALMEIDA    8,5
Questo non è un gregario. E' un fuoriclasse che a me personalemntre piace tantissimo. Con uno così al Re è venuto tutto più facile.  Prossimo step: la vittoria in un Grande dGiro, magari al Giro.
LANDA  8
Liberato dalle pressioni del leaderato, sforna una delle sue migliori prestazioni in carriera in un Grande Giro. La sua dimensione forse, in appoggio del leader, che a furia di tirare in testa al gruppo ci scappa pure un super piazzamento.
ADAM YATES   8
Vale il discorso per Almeida, con la differenza che, se proprio devo fare un pronostico sul prossimo nuovo vincitore di un Grande Giro, punterei sul portoghese. Conduce la UAE come una littorina, con lui a fare da controllore e bigliettaio il Re girella beato beato nella carrozza di prima classe del Tour.
GEE    8
Da supercombattivo del Giro a top ten al Tour. Una carriera in crescita. Il canadese raramente da la sensazione di poter realmente vincere una tappa ma è sempre lì, nella creme del Tour. I prossimi anni diranno se si è trattato di un ballo di valzer momentaneo o di una dimensione da leader.
GAUDU 3
Ennesimo tentativo andato a vuoto. Fallimentare dall'inizio alla fine. Mai realmente in gara. Consiglio al buon David: per almeno uno/due anni cambierei totalmente programma stagionale di corse. Diversamente, c'è il più che concreto rischio di una carriera buttata al vento col numero zero alla casella vittorie, inseguendo un sogno (il podio del Tour de France) forse irrealizzabile.
SIMON YATES   5
Confesso che da uno dei miei preferiti del gruppo, mi aspettavo molto di più. Qualche scatto, qualche fuga ma sempre lontano dai più forti con un piazzamento fra i venti che non rende onore al suo talento... Simon, anche a te elargisco consigli: ti ricordi che hai un conto in sospeso col Giro già da qualche anno? Molla il Tour e vieni da noi...
PHILIPSEN     8
Tre tappe in Tour disegnato priìncipalmente per scalatori, non sono mica nulla. Manca qualcosa? Si, forse la maglia verde, ma un corriere espresso eritreo gli ha levato ogni possiblità. Bravo comunque.
GIRMAY     9
Vedi Philipsen, con la differenza che lui di verde s'è vestito...
VAN DER POEL   5
A parte la buona prestazione neella tappa degli sterrati (nota di colore: le vere strade bianche ce le abbiamo noi...) si vede poco. Accusa il percorso, poco adatto a gente come lui, ma forse ad essere poco adatta era la sua condizione. Olipiadi e Mondiale attendono.
BARDET  7
Vince la prima tappa con un attacco a tutto tondo col compagno di squadra Van Den Broeck (voto 9 a lui per il sacrificio in favore del capitano) e corona il sogno di indossare la maglia Gialla.  Attacca altre volte ma lo spazio, in mezzo a tutti i fenomeni, era pochino. Le lacrime alla fine del Tour lo eleggono a corridore di classe, umanità e sportività con pochi pari. Ha dichiarato di chiudere la propria carriera nei G.T. il prossimo anno al Giro: serve altro? No. Bravo' Romain.  
HINDLEY   5
Da un vincitore di Giro d'Italia mi aspettavo altro, soprattutto dopo che il ritiro del capitano Roglic lo aveva innalzato a leader della Bora. Rimandato. 
VAUQUELIN     7
Una tappa al Tour, soprattutto per un francese è sempre una tappa al Tour. Il talento c'è. 
CICCONE   6
Perde il piazzamento in top ten all'ultimo giro. Finisce undicesimo al Tour de France che signifca comunque che sei uno tosto. Tuttavia da lui mi aspettavo almeno una vittoria di tappa. La top ten sfumata è la conferma che per Giulio che più che alla classifica generale nei G.T.  è meglio puntare alle tappe...
GLI ALTRI ITALIANI  2
A Chi l'ha visto avrebbero nuovo materiale..
 
GALL     4,5
Dopo i fasti dello scorso non centra l'obiettivo della top ten (e forse intimamente, anche qualcosa di più). Deludente.
MAS   3
Un altro che dovrebbe totalmente cambiare le proprie strategie stagionali. 
ROGLIC     10 (alla sfortuna, forse...)
A furia di cadere finisce che si ritira...ma sarà sempre sfortuna?
CARAPAZ    8
Una tappa, un giorno in giallo, a pois sul podio finale. Con quelli lì a dettare legge, non c'era molto di più che potesse vincere. Complimenti.
BUITRAGO 2
Il piazzamento in top ten sarebbe da 7 ma le parole rivolte a Ciccone  che gli rimproverava un bidon-collè troppo prolungato sarebbero da denuncia per diffamazione. Caro Buitrago, impara l'educazione.  

CAVENDISH   7,5
Vince la tappa che gli mancava per battere il record di vittorie di tappa di Merckx.  Sarà però che le vittorie, oltre a contarsi si pesano?
CARLOS RODRIGUEZ  4,5
L'alfiere dela Ineos centra la top ten ma è più un passo indietro che uno in avanti rispetto al passato.  Su migliori livelli ma vale per lui il discorso fatto per Mas e Gaudu.

THOMAS  5,5
Di simpatia. Doppia Giro e Tour ma l'età è quella che è. Ma Mister G è sempre Mister G.

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JORGESON 7,5 Stantuffa che è un piacere. Non sarà Kuss ma questo promette future stagioni su ottimi livelli. E già che c'era si piazza pure ottavo. Hai visto mica. BERNAL 5 Spiace che un fuoriclasse come lui ormai, non per colpa sua, abbia lasciato i vecchi livelli per i nuovi, che lo mrelegano con distacchi da un paio d'ore, manco fosse uno qualsiasi. HEALY 6 Per dire che ha attaccato ha attaccato. Spirito e generosità sono quelli ammirati al Giro 2023. I risultati un po' meno. CAMPENAERTS 7 Una vittoria di tappa per battere un colpo. E che colpo. CRAS 6,5 Alla fine il belga della Totalenergies si piazza nelle parti nobili della classifica. Non si vede quasi mai ma, a parte i fenomeni, non si stacca nemmeno mai dagli altri. Pronto per il livello World Tour. POLITT 8 Se Yates è la littorina lui è la locomotiva della pianura. Quando si mette in testa al gruppo a tirare per ore i corridori si riposano dietro di lui come passerotti all'ombra di un sicomoro. TURGIS 7 Le (si fa per dire) strade bianche francesi incoronano la vittoria di un buon corridore che ogni tanto tira fuori un coniglio dal cappello. Questo, fra i vigneti di Troyes è di quelli belli pesanti. ABRAHAMSEN 7 Giocherella (anche troppo quando si mette a fare il birichino in favore di telecamere pur essendo in fuga...) nella prima parte del Tour, sempre all'attacco, di pois vestito. Poi, quando il gioco si fa duro, torna nei suoi appartamenti.. Che, visti i risultati e la visibilità guadagnata, sono comunque ben attrezzati. ITALIA 9 Partenza in stile Tour de France da Firenze. Con le bellezze romagnole, bolognesi e torinesi a chiudere una tre giorni memorabile. Dite quel che volete, ma io gente a Firenze ne ho vista eccome. E poi, scusate se è poco, c'è grande partenza e grande partenza ma lo spettacolo di Piazzale Michelangelo e del gruppo che passa a Ponte Vecchio è roba che altrove possono solo sognare.

Mario Delitala

Avvocato di professione, ma con una profonda passione per il ciclismo, praticato e guardato. Nel poco tempo libero a disposizione si allena, da solo ed in compagnia, studiando sempre nuovi percorsi da appassionato cacciatore di grandi salite, da percorrere rigorosamente al proprio lento passo, con la sola soddisfazione di arrivare in cima. Fra i suoi “scalpi” più importanti alcune mitiche salite della storia del ciclismo, come il Col de Vars ed il Col d’Allos nelle Alpi francesi o il Colle della Maddalena, nelle Alpi italiane. Realizza uno dei suoi sogni, quello di scrivere di ciclismo, col gusto di provocare discussioni e dibattiti, in linea con le proprie abitudini professionali.

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