Vuelta 2024…si parte
Siamo ad Agosto e siamo giunti al terzo grande Giro della stagione, La Vuelta Espana, dal 17/08 al 08/09, che quest’anno celebra la sua edizione numero 79 con partenza dal Portogallo.
Andiamo quindi ad analizzare brevemente percorso e favoriti
Poca strada ma tanta tanta salita
Come da tradizione ormai la Vuelta si candida ad essere il più duro dei 3 grandi giri a tappe con un dislivello complessivo di oltre 60000m pur essendo per lunghezza il più breve con “soli” 3265 km. Solo una tappa è considerata per velocisti pure, le altre sono divise tra 2 crono (all’inizio e alla fine), 13 tappe di montagna (di cui 8 come arrivi in salita), e 5 tappe con percorsi irregolari. Un percorso che si annuncia sicuramente avvincente che si presta a tanti attacchi e possibili ribaltamenti di fronte per quanto riguarda la classifica generale. Ma attenzione che le asperità non inducano al contrario i corridori a giocare eccessivamente in difesa soprattutto considerata l’assenza, almeno ai blocchi di partenza, di un unico favorito alla vittoria finale.
Partenza dal Portogallo
Prima tappa con una cronometro individuale di 12 all’interno di Lisbona. Seconda e terza tappa con percorsi movimentanti ma arrivi potenzialmente adatti a ruote veloci in grado di tenere sulle salite poste al centro del percorso.
Ritorno in Spagna
Dalla quarta tappa si torna in terra spagnola e si inizia con arrivo in salita, la tappa di 170 km si concluderà a Picco Villuercas con oltre 3600 m di dislivello, prima occasione per testare e capire chi tra i favoriti alla vittoria finale è nella forma migliore.
Quinta tappa con arrivo previsto a Siviglia e nuova occasione per le ruote veloci, prima di passare alla sesta tappa con arrivo a Yunquera, nuova tappa di montagna con profilo altamente irregolare e oltre 3900m di dislivello. Settima tappa con arrivo a Cordoba, altra tappa dal profilo irregolare, ma con una sola salita registrata come GPM di seconda categoria con punte oltre il 14% di pendenza, occasione ghiotta per una possibile fuga. Ottava tappa con arrivo a Cazorla, molto simile alla precedente con una tappa considerata di media montagna e dal profilo irregolare. Tappa nove, si riparte da Motril per arrivare a Granada, altra tappa considerata di montagna con 3 GPM di prima categoria (di cui Halto de Hazallanas che verrà ripetuto 2 volte, 7 km a circa 9.5% di pendenza media) terreno adatto sia alle fughe che ai corridori per la classifica generale.
Dopo il giorno di pausa si riparte con una nuova tappa di montagna con arrivo a Baiona, tappa dal profilo irregolare con tanti GPM nell’ultima parte della corsa e quindi occasione speciale per le fughe e per la classifica di miglior scalatore. Tappa undici simile alla precedente con arrivo previsto a Padron. Tappa dodici con nuovo arrivo in salita con l’unico GPM di giornata proprio nell’ascesa finale di 15 km a poco meno del 5% di pendenza media. Tappa tredici e nuovo arrivo in salita, in particolare a Puerto de Ancares considerata salita di I categoria all’arrivo con 7.5 km di lunghezza e una pendenza media del 9.5% ma che negli ultimi km non scende mai sotto la doppia cifra. Tappa quattordici nuovamente di media montagna potenzialmente adatta alle fughe, invece tappa quindici si cambia registro per una delle tappe più dure con soli 145 km ma ben 4 GPM con arrivo finale a Valgrande 19 km al 7.5% di pendenza media, prima vera sfida per gli uomini di classifica dopo 2 settimane di corsa.
Secondo giorno di riposo e partenza da Luanco per arrivare poi a Lagos de Covadonga, per la tappa numero sedici, con un nuovo percorso con 3 GPM e ascesa finale di 12 km al 7% di pendenza media e attenzione ad attacchi alla maglia rossa in quest’ultima ascesa. Arrivo a Santander per la diciassettesima tappa con una nuova occasione per evenutali attaccanti. Tappa diciotto con arrivo a Maetzu , tappa di media montagna dal profilo irregolare per una distanza totale di circa 180 km. Tappa numero diciannove con arrivo a Alto de Moncavillo, salita di 8.6 km al 9% e prima occasione per la resa dei conti finale per la vittoria. Tappa numero venti, con arrivo a Pico Blanco, tappa durissima di 172 km senza un metro di pianura e continui sali e scendi prima dell’ascesa finale di 14 km al 6%.
Gran finale poi a Madrid, per la seconda crono della Vuelta, percorso piatto per quasi 25 km, adatta a specialisti ma possibilità di ribaltamenti anche nella classifica generale.
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Favoriti per la maglia Roja
Una Vuelta che presenta al via tannti corridori molto vicini per quanto riguarda le possibilità di vittoria finale e quindi con tanta incertezza per individuare un unico favorito.
Partiamo dal vincitore dello scorso anno, l’americano Sepp Kuss. Lui e la Visma sono chiamati a riscattare una stagione finora con più bassi che alti, specie se confrontata con la trionfale stagione scorsa dove vinsero i 3 grandi giri con 3 corridori diversi. Kuss finora in ombra, anche a causa di tanti infortuni avrà il peso del numero 1 sulle spalle e una squadra con alcuni buoni gregari, vedremo se riuscirà a riscattare sulle strade che gli furono amiche appena un anno fa. Roglic è chiamato anche lui a un riscatto, dopo il ritiro dal Tour, lo sloveno è a caccia della sua quarta vittoria in Spagna. Grandi ambizioni di vittoria in casa UAE con Almeida e Yates quali capitani, ma attenzione al giovane Del Toro pronto in rampa di lancio. Menzione per gli spagnoli candidati a giocarsi un posto nella top 10 o sul podio finale come: Rodriguez (INEOS), Mas (Movistar) e Landa (QuickStep) Possibili outsider Carapaz, O’Connor e Skjilmose. b
Per la maglia a pois un possibile attaccante come Lazkhano o il sempreverde Carapaz.
Poche occasioni per le ruote veloci e allora su tutti i nomi di Van Aert e Groves.
Poca la presenza degli italiani, ma grandi speranze di buona classifica generale per Tiberi, dopo i grandi risultati al Giro, Ciccone per cui capiremo il piano gara (vittorie di tappe o classifica generale) e Vergallito il vincitore della Zwift academy farà il suo debutto in un grande giro di 3 settimane.

