Vuelta España 2024, il pagellone delle squadre
Eccoci tornati nella nostra consueta rubrica, in cui, oggi, andremo ad analizzare l’ultimo GT dell’anno, dando i voti alle 22 formazioni.
Team Visma-Lease a bike: voto 7,5
Avevano il compito più arduo, quello di non fare peggio della scintillante Vuelta 2023. Se da un lato Van Aert brilla con 3 vittorie (avrebbe portato a casa molto probabilmente anche la maglia verde, quella a pois e il premio di super combattivo se non fosse stato per la caduta che lo ha costretto al ritiro), dall’altro il campione uscente, Sepp Kuss, delude tantissimo, terminando le tre settimane con un anonimo quattordicesimo posto finale. In ogni caso il voto è ottimo.
UAE Team Emirates: voto 8,5
Senza Pogačar, gli emiratini si confermano una squadra formidabile, portando a casa 3 vittorie (una di Mcnulty che veste anche per un giorno la maglia rossa, una di Yates e una di Soler), la maglia a pois con Vine, il premio di super combattivo sempre con Soler e la classifica a squadre. Peccato per Joao Almeida, che era chiamato a fare classifica e che è costretto al ritiro a causa del Covid.
Ineos Grenadiers: voto 5
Poteva essere la grande occasione per Carlos Rodriguez, visto il campo partecipanti non di livello galattico come quello del Tour, di centrare il primo podio in un GT e magari di vincere delle tappe. Invece il classe 2001 spagnolo non riesce a fare ancora il salto di qualità e conclude la sua Vuelta con un anonima 10° piazza finale e i britannici non riescono ad aggiudicarsi neanche una tappa, concludendo un 2024 molto deludente, almeno per quel che riguarda i Grandi Giri.
T-Rex QuickStep: voto 5
Al debutto nella versione “giurassica” i belgi, tutti devoti alla causa di Mikel Landa, non riescono a essere all’altezza delle ottime prestazioni del Giro e del Tour: nessuna vittoria parziale ottenuta (e per il Wolfpack questo è molto grave) e Landa ottavo, dopo aver provato qualche timido attacco in salita e aver perso tre minuti in una tappa di trasferimento come la 18. Poi un giorno forse sapremo perché il basco è uno dei corridori più amati dai massimi esperti italiani di ciclismo.
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Lidl-Trek: voto 6,5
Skjelmose salva la Vuelta degli americani portando in dote un quinto posto nella classifica generale e la maglia bianca di miglior giovane, al termine di tre settimane terminate in crescendo. Dal classe 2000 danese molto probabilmente nei prossimi anni passeranno le fortune degli statunitensi.
Decathlon AG2R La Mondiale Team: voto 7,5
Ben O’Connor per 12 giorni fa vivere un sogno rosso ai francesi. L’australiano alla fine termina le sue tre settimane con il secondo posto finale (primo podio in un Grande Giro della sua carriera) e la tappa di Yunquera, supportato da un’ottima squadra, in cui spiccano su tutti Felix Gall e Valentin Paret-Peintre. Il nativo di Subiaco nel 2025 correrà per la Jayco, ma in ogni caso l’ssatura per i transalpini c’è.
Red Bull-Bora-Hansgrohe: voto 10
I trionfatori. Mefistofelici nel lasciare per ben 12 giorni la responsabilità della corsa a Ben O’Connor dal momento che, forse, non hanno ancora raggiunto un livello tale da poter gestire una corsa così prestigiosa e dura. Inesorabili quando, sugli arrivi in salita, c’è da preparare le progressioni di Roglic, che ringrazia e porta a casa la sua quarta Vuelta affiancando così Roberto Heras come plurivincitore della corsa iberica. Un plauso anche a Florian Lipowitz, che a 23 anni termina la corsa in settima posizione stando quasi sempre insieme ai migliori in salita.
Alpecin-Deceuninck: voto 8,5
Dopo l’abbandono di Van Aert, Kaden Groves ha vita facile a trionfare nella classifica a punti, con annesse anche tre vittorie parziali. L’australiano è uno dei migliori velocisti al mondo, e l’anno prossimo meriterebbe tanto di partecipare al Tour.
Israel-Premier Tech: voto 7
Gli israeliani si confermano dei cacciatori di tappe formidabili, con uno specialista delle fughe come Woods che vince a Puerto de Ancares. Bene anche il giovanissimpo Riccitello, che più volte si mette in mostra in salita.
Lotto Dstny: voto 4,5
Vanno vicinissimo alla vittoria con Van Eetvelt a Pico Villuercas, e nei primi giorni sembra che il belga possa essere la sorpresa per quanto riguarda la classifica generale. Poi però è costretto al ritiro e, a parte qualche fuga, i Lotto fanno molto poco.
Groupama FDJ: voto 6,5
Kung, a 30 anni e dopo tantissimi piazzamenti, riesce finalmente a ottenre il primo successo in un Grande Giro nella cronomentro conclusiva. Bene anche Gaudu che, dopo due anni deludenti, ottiene un buon sesto posto nella classifica generale.
EF Education-EasyPost: voto 5,5
Richard Carapaz aveva dichiarato di puntare alla vittoria, ma si deve accontentare della medaglia di legno nella classifica generale. Incomprensibile poi come un ciclista che ha un palmares così pieno di trionfi, al termine della tappa 20 che di fatto aveva sancito la sua esclusione dal podio finale, potesse essere così soddisfatto del suo risultato da commuoversi. Per il resto poco da segnalare per quanto riguarda il team americano.
Movistar Team: voto 6
Enric Mas, dopo essere arrivato tre volte secondo, nel 2018, nel 2021 e nel 2022, termina la corsa di casa 3°. La carriera dell’iberico sta avendo una parabola alla Poulidor: oltre i sopracitati piazzamenti, va segnalato che a 29 anni lo spagnolo ha ottenuto solo sei vittorie in carriera, delle quali solo una nei Grandi Giri (Vuelta 2018) e due in corse cinesi di basso livello. Occorre forse cambiare strategia di corsa e magari il calendario nei prossimi anni.
Bahrain-Victorious: voto 2
Chi li ha visti? I bahreniti ci avevano abituato, negli anni, a prestazioni gagliarde nei Grandi Giri, invece a questa Vuelta fanno la parte delle comparse e nessuno di loro fa qualcosa degna di nota.
Team Jayco-Alula: voto 7,5
Gli australiani vincono ben due tappe grazie al bravissimo Eddie Dunbar e ottengono dei buonissimi piazzamenti anche da un Mauro Schmid in grande forma. Complimenti a loro!
Arkéa-BeB Hotels: voto 4
Confermano, per l’ennesima volta, di non essere una formazione adatta alla categoria World Tour, correndo in maniera anonima. Non prendono un voto più basso solo perché Cristiàn Rodrìguez chiude la classifica generale in una dignitosissima 13° piazza.
Intermarchè Wanty: voto 2
Copia e incolla il discorso fatto per gli Arkéa, con la differenza che nella generale non ne piazzano neanche uno tra i primi 25.
Team DSM-Firmenich PostNL: voto 6,5
Pavel Bittner vince una tappa e ottiene tanti piazzamenti nelle volate, dimostrando di essere un giovane di enorme talento (classe 2002). Gli olandesi se lo tengano stretto.
Cofidis: voto 4
A parte una discreta classifica generale curata da Martin (15°) i francesi raccolgono ben poco. Bocciatura fragorosa.
Astana Qazaqstan Team: voto 2
L’ultimo Gt prima dell’ingresso del colosso cinese XDS è da dimenticare, come quasi tutta l’annata. L’anno prossimo occorre fare meglio o i kazaki non potranno mantenere la categoria World Tour.
Equipo Kern Pharma: voto 9
La grandissima rivelazione della Vuelta: vincono tre tappe, tra cui quella regina del Cuitu Negru con Castrillo, promesso sposo all’Ineos. Bisogna tornare indietro di decenni per trovare una formazione non World Tour capace di conquistare così tante frazioni in un GT. Testimonianza di come, nel ciclismo dei grandi investimenti economici e della scienza, anche una realtà più piccola possa fare bene in una corsa così prestigiosa.
Euskaltel Euskadi: voto 5
Ci provano con tante, tantissime fughe, ma la qualità della formazione basca è davvero bassa e alla fine ottengono ben poco. Rimandati.

