Ritrovare lo spirito del ciclismo nell’era digitale: ci prova Chetibra
Ricordo ancora quando, la domenica mattina, il ritrovo davanti al bar dello sport era un rito sacro per noi ciclisti. Chi arrivava prima si prendeva un caffè, si parlava dei percorsi, si decideva insieme la strada da fare. Oggi, troppo spesso, vedo ciclisti solitari, tutti presi dai loro computer di bordo, a caccia di KOM e segmenti. Il ciclismo sta perdendo la sua anima sociale, quella che lo ha sempre reso uno sport speciale.
È con questo spirito – lo ammetto, un po’ nostalgico e scettico – che ho accolto l’ennesima app per ciclisti. “Cosa potrà mai aggiungere alle decine già esistenti?”, mi sono chiesto. Eppure Chetibra, questo il suo nome, mi ha fatto ricredere.
Non è la solita applicazione che ti bombarda di dati e statistiche (anche se, per chi le vuole, ci sono). Quello che colpisce è il tentativo, riuscito, di riportare il ciclismo alla sua dimensione più autentica: quella della condivisione. L’app funziona come una specie di “piazza digitale” dove i ciclisti possono ritrovarsi, organizzare uscite, condividere percorsi.
La vera novità è il sistema che abbina i ciclisti in base alle loro capacità. Addio quindi a quei gruppi improvvisati dove c’è sempre chi va troppo forte e chi resta indietro (una piaga che ha allontanato tanti appassionati dalle uscite di gruppo). L’app analizza il tuo modo di pedalare e ti suggerisce compagni di strada compatibili. Nelle mie prove, devo ammettere che gli abbinamenti proposti sono stati sorprendentemente azzeccati.
La parte tecnica c’è e funziona bene: si collega ai vari Garmin e Wahoo senza problemi, le mappe sono precise, il consumo della batteria è contenuto. Ma non è questo il punto. Il bello è che finalmente qualcuno ha capito che il ciclismo non è solo una questione di watt e segmenti Strava.
Ho particolarmente apprezzato la possibilità di organizzare eventi e raduni. In poche settimane ho visto nascere gruppetti stabili di appassionati nella mia zona, proprio come ai vecchi tempi, ma con il vantaggio di poter coordinare tutto via app. E la privacy? Ben gestita: puoi decidere tu quali dati condividere e con chi.
Certo, non è tutto perfetto. La community deve ancora crescere – fondamentale per un’app di questo tipo – e alcune funzioni andrebbero affinate. Ma la direzione è quella giusta.
Mi ha fatto sorridere vedere come questa tecnologia, che tanto spesso ha contribuito a isolare i ciclisti, possa invece aiutare a ricreare quello spirito di comunità che temevo perduto. Forse non sostituirà mai il calore di un caffè pre-uscita al bar, ma può sicuramente aiutare a riportare il ciclismo alla sua dimensione più vera: quella della condivisione.
In un’epoca dove troppi pedalano da soli, Chetibra potrebbe essere la chiave per ritrovare il piacere di andare in bici insieme. E questo vecchio cronista non può che esserne felice.
L’app è gratuita e disponibile per iOS e Android. Il sitp è Chetibra.com. Vale la pena provarla, soprattutto se, come me, credete che il ciclismo sia molto più di una questione di prestazioni.
Francesco Pancani

