Pogačar fa poker al Giro di Lombardia! Evenepoel a oltre tre minuti

Tadej Pogačar aveva iniziato il 2024 vincendo la Strade Bianche e lo finisce, sempre in Italia, vincendo il Lombardia. Ennesima giornata da fuoriclasse totale quella dello sloveno, che chiude il suo eccezionale 2024 con un bottino di 25 successi.

L’anno magico di Pogačar ed Evenepoel

Tutti alla vigilia si aspettavano uno scontro frontale tra i due grandi favoriti di questo Lombardia: Tadej Pogačar e Remco Evenepoel. E infatti sono stati loro due a occupare i primi due gradini del podio, dimostrando, ancora una volta, che sono loro i due uomini copertina della stagione 2024. Se lo sloveno ha conquistato Giro d’Italia, Tour de France, mondiale in linea, Liegi, Lombardia e Strade Bianche, il belga, dopo una prima parte di stagione in sordina, ha corso un ottimo Tour de France, chiuso al terzo posto, ha poi conseguito doppietta leggendaria prova a cronometro-prova in linea alle Olimpiadi e inoltre ha bissato il titolo mondiale a crono vinto l’anno scorso a Glasgow. Attualmente i due sono, se non i ciclisti più forti al mondo, sicuramente i più completi. Sono gli unici capaci di prendere il via a ogni corsa del calendario World Tour con legittime ambizioni di vittoria.

Anche oggi non c’è stata corsa

Però sarebbe disonesto dire che c’è stato un duello fra Pogačar ed Evenepoel oggi. Infatti, come spesso è accaduto quest’anno, il neo campione del mondo ha ammazzato la corsa con un solo scatto, quando mancavano 48,5 km, sulla Colma di Sormano. Ormai il fenomeno di Komenda ci ha abituato ad attacchi a lunga gittata, una volta guadagnata una decina di metri, è impossibile rimontarlo. Basti pensare che il bicampione olimpico, nonostante non si possa dire che sia andato piano, ha terminato la gara a 3’16” dall’alieno in maglia UAE, scoppiando in lacrime al traguardo, conscio di aver forse incassato la sconfitta più bruciante della sua giovane carriera. Una supremazia che, molto raramente, si è vista in questo sport, forse neanche ai tempi del mito Merckx.

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Gli obiettivi futuri di Pogačar

Ogni anno Pogačar aggiunge al suo calendario corse nuove, come se volesse vincere qualsiasi competizione ciclistica su strada. Probabilmente l’anno prossima tenterà la doppietta Tour-Vuelta, con la corsa spagnola che è l’unico grande giro che gli manca. Altro obiettivo sono le classiche monumento: ha già vinto 4 volte il Lombardia, due volte la Liegi e una volta il Giro delle Fiandre. Se la Parigi-Roubaix non la ha mai disputata (ma è solo questione di tempo), alla Sanremo ha già dovuto subire delle delusioni cocenti. Nonostante la lunghezza, la corsa ligure presenta un percorso con poche asperità e perciò, per uno scalatore scattista come lui, è difficile far selezione. Un altro sono le Olimpiadi, che quest’anno non ha disputato per dissapori col CT sloveno. Solo dopo Los Angeles 2028, forse, la fame di Pogi si sarà esaurita.

Cesare Fabrizi

Ha 27 anni, ha studiato all’Accademia d’arte di scrittura e storytelling e sogna di pubblicare un fumetto da lui sceneggiato. Si è innamorato del ciclismo durante la terza tappa del Giro d’Italia del 2004, vinta da Damiano Cunego. Quel giorno decise che da grande avrebbe fatto il ciclista, purtroppo non è andata così e si consola con il tennis. Da allora non si è perso un Giro d’Italia e un Tour de France, e questo spiega la sua predilezione per i cronoman e gli scalatori come Wiggins, Contador e Pogacar.

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