Ronde van Vlaanderen 2024, Van der Poel fa tripletta: sul podio con l’olandese Mozzato e Politt

Si è conclusa anche la seconda classica monumento della stagione di ciclismo, la Ronde van Vlaanderen, conquistata anch’essa dall’Alpecin – Deceuninck, questa volta grazie al suo uomo simbolo: il campione del mondo Mathieu Van der Poel.

L’olandese si ritrovava alla partenza da Anversa con tutto il peso della corsa addosso e tutti i riflettori puntati contro. Era l’uomo da battere, tutti i suoi avversari erano pronti a coalizzarsi per mettersi contro di lui e contro la sua squadra ma non c’è stato nulla da fare. Sul muro storico del Koppenberg che presenta tratti al 18/20 % di pendenza media, VDP ha preso il largo lasciandosi alle spalle Matteo Jorgenson e Mads Pedersen  – i quali anche nella nostra preview avevamo indicato come i suoi avversari più pericolosi – mentre tutti gli altri corridori erano costretti a mettere piedi a terra e scollinare il muro di corsa, a causa del terreno viscido e fangoso dovuto alla pioggia.

La gara si è sviluppata in maniera abbastanza particolare: dopo che la fuga ha impiegato una quarantina di chilometri per avvantaggiarsi, grazie ad una composizione che non impensieriva nessuna della squadre di vertice, il gruppo si è rilassato per, all’incirca, un’ora mentre si dirigeva verso il primo passaggio dell’Oude Kwaremont. L’iconico muro belga è stato interlocutorio in occasione della prima tornata e la gara dei big è iniziata, a tutti gli effetti, sul Molenberg dove ha tentato prima un allungo Matteo Jorgenson, a ben centodieci chilometri dal traguardo, seguito poi da diversi corridori di spicco come Benoot, Pedersen, Kung, Alaphilippe e Trentin. Il danese della Lidl – Trek, che mercoledì scorso era rimasto coinvolto nella rovinosa caduta alla Dwars door Vlaanderen, ha ulteriormente allungato seguito solamente da un compagno di squadra di Van der Poel, Gianni Veermersch, il quale ha posto nella condizione ideale l’Alpecin – Deceuninck.

In questo frangente, Mads Pedersen ha – vedendo a posteriori come si è sviluppata la gara – esagerato poiché è rimasto a circa una trentina di secondi di vantaggio sul gruppo dei migliori per ben più di trenta chilometri, spendendo tantissime energie, anche perchè chiaramente Veermersch collaborava veramente poco con il danese. L’avventura del campione del mondo di Harrogate 2019 si è conclusa al secondo passaggio sul Kwaremont dove VDP ha iniziato a testare la febbre dei suoi avversari seguendo, in primis, un allungo di Lazkano e poi attaccando in prima persona facendo sì che, dopo anche il primo passaggio sul Paterberg, il gruppo dei migliori si ritrovasse già con le energie al lumicino, tra chi aveva dovuto inseguire e chi aveva già speso in precedenza.

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A questo punto, sul muro successivo, il Koppenberg, Van der Poel ha sferrato l’attacco decisivo mentre i suoi avversari, a causa del fango che si era depositato sulle pietre dello strappo belga, mettevano piede a terra e scollinavano  questo settore a piedi, perdendo già un’enormità di tempo sull’olandese. Al suo inseguimento rimasero una decina di corridori – tra cui il nostro Alberto Bettiol – ma a tutti era ormai chiaro come Van der Poel si fosse involato verso la vittoria del suo terzo Giro delle Fiandre della carriera.

Alle spalle del campione del mondo la corsa, però, è rimasta viva fino all’ultimo metro perchè, se inizialmente Bettiol e Teuns erano riusciti ad avvantaggiarsi, dando l’impressione di potersi dividere i gradini d’onore del podio finali, i due corridori (molto esperti in queste tipologie di gare) vengono ripresi negli ultimi dieci metri del rettilineo finale di Oudenaarde da un gruppo composto da Nils Politt, Antonio Morgado, Mikkel Bjerg e Tim Wellens della UAE Team Emirates, Luca Mozzato dell’Arkea – B&B Hotels, Michael Mattews della Jayco – Alula, Toms Skujins della Lidl – Trek, Oliver Naesen della Decathlon – AG2R e Magnus Sheffield della Ineos – Grenadiers. Ad aggiudicarsi il podio nella volata finale sono stati Luca Mozzato, che ha concluso con uno splendido secondo posto, e Nils Politt il quale, inizialmente, aveva concluso quarto ma ha poi approfittato di un declassamento di Mattews, colpevole di una manovra scorretta nella volata finale, per piazzarsi terzo.

Così, Mathieu spazza via la concorrenza e, ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, dimostra a tutti che fuoriclasse sia e che difficilmente quando si fissa un obiettivo lo manca. Resterà – credo – iconica per parecchio tempo l’immagine sul Koppenberg con Van der Poel che incarna un’esplosione pura di potenza e talento, mentre i suoi avversari, sempre straordinari atleti ma forse un po’  più umani di VDP, sono costretti a scollinare il muro a piedi, mentre il campione del mondo va a vincere la sua terza Ronde, mangiandosi le pietre della corsa che più gli piace e più lo esalta.

Qualcuno potrebbe dire che Van der Poel è un corridore fortunato, che non ha mai intoppi, che ha vinto così facilmente grazie all’assenza del suo eterno rivale Wout Van Aert, che ha tratto vantaggio dalla tattica scriteriata di Pedersen, ma la verità è che l’olandese, anno dopo anno, si sta imponendo sempre più come il dominatore delle gare sul pavé (e non solo), aumentando il suo palmares ogni anno di una classica monumento in più. E questo non può che dimostrare quanto sia un atleta e un corridore speciale, e quanto siamo fortunati ad assistere alle sue azioni.

Con il terzo successo al Giro delle Fiandre, Van der Poel si unisce a un club decisamente esclusivo, eguagliando a tre successi nella monumento belga corridori del calibro di Fabian Cancellara, Tom Boonen, Fiorenzo Magni, Johan Museeuw, Eric Leman e Achiel Buysse.

Grazie Fiandre e grazie Mathieu Van der Poel.

Marco Rosso

Piemontese di 23 anni, appassionato di ciclismo fin dalla nascita. Sto studiando Lettere all'università di Torino e mi piace disimpegnarmi con il giornalismo. Ho partecipato da amatore a 2 Giri delle Fiandre, 1 Liegi Bastogne Liegi, oltre ad aver scalato lo Stelvio da Bormio a 13 anni, per assistere a una tappa del Giro. Inoltre ho assistito dal vivo a: 4 Mondiali di ciclismo su strada, 3 Giri delle Fiandre, 1 Liegi, 1 Freccia Vallone, oltre a numerosissime tappe del Giro d'Italia e del Tour de France. Insomma, per me il ciclismo non è solo una passione ma qualcosa di più.

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