Giro d’Italia 2025: i top e i flop della seconda tappa

Se Roglic mette subito in chiaro le cose per il successo finale e Tarling vince la sua prima tappa in un GT, Ayuso si trova già a rincorrere e Van Aert sprofonda. Andiamo a vedere i top e flop di questa prima vera lotta fra gli uomini di classifica.

I top

Josh Tarling: Era il grande favorito, e vincere quando hai tutta la pressione addosso non è mai facile. Se non ci fosse stata quella collinetta al chilometro 8 avrebbe vinto comodamente, ma è nei tratti in pianura che dimostra di avere una cilindrata fuori categoria per questo Giro. Nonostante sia un 2004 è già al terzo anno di professionismo e vanta un titolo europeo e un bronzo mondiale: se continua così può diventare uno dei più grandi cronoman di sempre.

Primoz Roglic: È tornato il Roglic versione Tokyo 2021, che da qualche anno nelle prove contro il tempo non si vedeva più. Si sapeva che poteva fare una buona crono, ma sui 13,7 km del percorso di Tirana lo sloveno si supera e su un percorso non adatto a lui sfiora il colpaccio, terminando secondo a solo 1″ da Tarling e vestendosi già di rosa, guadagnando su tutti i suoi rivali diversi secondi, in primis Ayuso.

Jay Vine: Non doveva fare una crono spaziale, vista la caduta della prima tappa, invece si piazza in terza posizione, a soli 3″ da Tarling, facendo meglio di tutti i suoi compagni della UAE. Senza l’inconveniente capitatogli il giorno prima, chissà se la prestazione sarebbe stata ancora più rotonda.

I flop

Wout Van Aert: per molti dopo questa cronometro si sarebbe vestito di rosa, per alcuni avrebbe addirittura vinto la tappa. Invece il belga, nonostante il nobilissimo pedigree per quanto riguarda le prove contro il tempo, si classifica in una deludentissima trentaquattresima posizione, a ben 39″ da Tarling.

Derek Gee: La sua non è una prova terribile, chiude i 13,7 km di Tirana in ventesima posizione a 29″ da Tarling. Il fatto è che il canadese nell’ultimo anno e mezzo ci aveva abituato a prestazioni contro il tempo decisamente migliori, e che dopo appena due giorni di gara paga già 1’25” da Roglic. Male male per uno che alla viglia del Giro aveva dichiarato di puntare a una buona classifica generale.

Juan Ayuso: Era uno dei favoriti per la tappa di oggi, invece si classifica in una deludente decima posizione, perdendo ben 16″ da Roglic, il suo avversario più pericoloso per la conquista di questo Giro. Se tra otto giorni la sua forma sarà ancora questa, lo spagnolo rischia di prendersi una seria imbarcata da Rogla nei 28,6 km della Lucca-Pisa.

Cesare Fabrizi

Ha 27 anni, ha studiato all’Accademia d’arte di scrittura e storytelling e sogna di pubblicare un fumetto da lui sceneggiato. Si è innamorato del ciclismo durante la terza tappa del Giro d’Italia del 2004, vinta da Damiano Cunego. Quel giorno decise che da grande avrebbe fatto il ciclista, purtroppo non è andata così e si consola con il tennis. Da allora non si è perso un Giro d’Italia e un Tour de France, e questo spiega la sua predilezione per i cronoman e gli scalatori come Wiggins, Contador e Pogacar.

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