Alcol e attività sportiva: tra apporto energetico e rischi per la performance
L’alcol può rappresentare, da un punto di vista puramente energetico, una possibile fonte di carburante per il lavoro muscolare, ma allo stesso tempo costituisce una sostanza potenzialmente nociva per l’organismo. Durante il processo di metabolizzazione, che avviene principalmente nel fegato, l’alcol etilico fornisce circa 7 chilocalorie per grammo: un valore elevato se confrontato con quello dei carboidrati (4 kcal/g) e solo leggermente inferiore a quello dei grassi (9 kcal/g).
Nonostante l’alto apporto calorico, l’energia derivata dall’alcol non può essere immagazzinata come riserva. Questo avviene perché l’etanolo è una sostanza tossica che il corpo deve smaltire rapidamente, dando priorità alla sua neutralizzazione rispetto ad altri processi metabolici.
Un consumo eccessivo e prolungato di alcol può causare numerosi danni biologici, colpendo in modo particolare organi come lo stomaco e il fegato, ma anche il sistema nervoso e le funzioni cognitive. Per chi pratica sport, anche senza arrivare agli eccessi, l’assunzione di alcol dovrebbe quindi essere attentamente controllata, così da limitare gli effetti negativi e trarre beneficio solo da quelli potenzialmente positivi.
Gli eccessi, in ogni caso, vanno sempre evitati. I benefici legati a un consumo moderato sono essenzialmente due. Il primo riguarda l’aspetto psicologico, ovvero il piacere e la gratificazione legati al gusto. Il secondo è di tipo nutrizionale: sia il vino rosso sia quello bianco contengono antiossidanti che possono contribuire a migliorare il profilo lipidico del sangue, riducendo il colesterolo “cattivo” (LDL) e favorendo quello “buono” (HDL).
Per gli sportivi che si allenano con regolarità, il consumo di alcol non dovrebbe superare uno o due bicchieri di vino o di birra al giorno, mentre sarebbe opportuno evitare del tutto i superalcolici. Ancora più rigida deve essere la regola nelle ore che precedono un impegno fisico intenso: nelle dodici ore antecedenti una gara o un allenamento particolarmente duro, le bevande alcoliche, anche a bassa gradazione, dovrebbero essere completamente escluse dall’alimentazione.
L’alcol, infatti, interferisce in modo significativo con la termoregolazione corporea. Provoca una vasodilatazione periferica che aumenta la dispersione di calore, risultando particolarmente pericolosa in condizioni di freddo. In presenza di temperature elevate, invece, favorisce la diuresi, aumentando la perdita di liquidi e il rischio di disidratazione, con un conseguente e rapido calo delle prestazioni sportive.

