Cipollini ricorda la Sanremo ’93: “Caos al traguardo, persi lo sprint per un’auto ferma”
La Milano-Sanremo del 1993 è rimasta scolpita nella memoria degli appassionati per la splendida vittoria di Maurizio Fondriest, che tagliò il traguardo poche ore dopo essere diventato padre per la prima volta. Quella Classicissima, però, non fu solo la celebrazione di un campione nel suo anno d’oro: nelle retrovie accadde infatti una scena concitata che ha continuato a far discutere negli anni. A ricordarla oggi sui social è Mario Cipollini, allora giovane sprinter in piena ascesa.
“Trovammo la macchina dell’organizzazione bloccata dal pubblico”
Fondriest spiccò dal gruppo sul Poggio, mantenendo il vantaggio fino all’arrivo e conquistando la corsa in solitaria. Alle sue spalle, un drappello di circa trenta corridori si preparava allo sprint per il secondo posto, con Cipollini tra i più accreditati. Ma il finale si trasformò in un imprevisto totale.
Sui social, l’ex campione toscano ha raccontato che il fratello di Fondriest entrò sul percorso per celebrare l’impresa del neonato papà, attirando con sé fotografi e tifosi. Il pubblico si riversò sulla carreggiata come se la gara fosse già terminata, creando un imbuto proprio davanti alla linea d’arrivo.
“Stavo lanciando lo sprint quando vedo la Croma rossa dell’organizzazione completamente bloccata dal pubblico, ferma in mezzo alla strada” ha spiegato Cipollini.
Invece di chiudere di potenza con il classico colpo di reni, fu costretto a frenare bruscamente per evitare un impatto che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime. Il risultato sfumò in un istante.
“La bici nel lunotto? Un gesto istintivo, forse troppo”
Dalla delusione nacque la reazione più nota di quel convulso finale. Cipollini racconta infatti che, colto dall’adrenalina e dalla frustrazione, lanciò la propria bicicletta contro la vettura del direttore di corsa, Carmine Castellano.
“La reazione fu istintiva. Vidi svanire un risultato importante per una gestione dell’arrivo che definire complicata è poco… e scagliai la bici contro il lunotto dell’auto. Gesto forse esagerato, lo ammetto.”
Un episodio che, riletto oggi, restituisce anche il clima di un ciclismo più diretto e viscerale, dove emozioni e tensioni esplodevano senza filtri.
Un decimo posto e un sogno rimandato
Cipollini concluse quella Sanremo al decimo posto. Per vincere la Classicissima dovette attendere il 2002, coronando un inseguimento lungo 17 partecipazioni, impreziosite comunque da due secondi posti e altri piazzamenti di prestigio.
Un finale caotico, quello del ’93, che resta uno dei ricordi più vividi di una delle corse più imprevedibili della storia recente del ciclismo.

