Percorso Tour de France 2025: si parte da Lille e si arriva a Parigi

Il 29 ottobre è stato rivelato il percorso del Tour de France 2025. Cinque tappe di alta montagna e due cronometro, tra cui una cronoscalata, saranno le frazioni che segneranno in maniera indelebile la classifica generale.

Tour de France 2025: prima settimana lunga

La prima frazione del Tour de France 2025 partirà dalla città metropolitana di Lille e terminerà nella stessa. Sarà la terza volta che la città ospiterà la Grand Départe del Tour, dopo l’edizone del 1960 e quella del 1994. La prima maglia gialla dovrebbe andare a uno sprinter. Dopo altre tre tappe dedicate alle ruote veloci, il 9 luglio, a Caen, in occasione della quinta tappa, avremo il primo snodo cruciale. 33 km, lungo un percorso da specialisti, in cui i cronoman puri potranno infliggere pesanti distacchi agli avversari.

Dopo due frazioni con qualche collinetta e altre due tappe pianeggianti, la prima (lunga) settimana del Tour de France 2025 terminerà il 14 luglio. Il giorno della Presa della Bastiglia, il gruppo dovrà attraversare il tragitto da Ennezat a Le Mont-Dore Puy de Sancy. 4400 metri di dislivello comprendenti sette brevi salite, tra cui un tratto del Puy de Dôme, fino all’arrivo in cima a Le Mont-Dore. Una tappa apparentemente non durissima come altre del 14 luglio, ma comunque selettiva.

La seconda e la terza settimana del Tour de France 2025

Con la seconda settimana, il Tour de France 2025 entrerà nel vivo. Dopo la tappa di Tolosa, inizierà un trittico mozzafiato. Si comincia con l’arrivo all’Hautacam, il primo Hors Categorié di quest’edizione. Guai a rilassarsi però, perché il giorno dopo ci sarà la temibilissima cronoscalata del Peyragudes. Sul passo pirenaico, ci sarà un tutti contro tutti tra gli uomini di classifica in cui sarà impossibile nascondersi. Dopodiché, il giorno dopo, avremo il tappone pirenaico di questo Tour, con l’immancabile Tourmalet, l’Aspin e l’arrivo in quota a Superbagnères a dare un ulteriore scossone a una classifica che ormai potrebbe essere segnata definitavamente. La seconda settimana si conclude con una frazione che ben si adatta ai fuggitivi, con la Côte de Saint-Ferréol e il Pas du Sant che, lontani dal traguardo, rappresentano perfetti trampolini di lancio per chi sarà interessato alla tappa.

La terza settima del Tour de France 2025 vede tre tapponi di alta montagna. Prima l’arrivo in salita, nella tappa 16, al Mont Ventoux, che torna al Tour dopo il 2021 (vittoria di Van Aert), e poi il dittico decisivo. L’arrivo in salita al Col de La Loze, preceduto da Glandon e Madeleine, rappresenta il tappone di quest’edizione con ben 5500 metri di dislivello. L’ultima occasione, alla 19° frazione, sarà rappresentata dalla Albertville-La Plagne. 130 km senza respiro, con ben 5 salite tra cui l’arrivo in cima. Chi avrà la maglia gialla al termine di questa frazione, al 99,9%, sarà il trionfatore della Grande Boucle 2025.

L’analisi finale

Christian Prudhomme, direttore del Tour, anche in questa circostanza ha introdotto delle grosse novità rispetto alla passata stagione. Meno salite, concentrate in meno tappe, così da creare meno occasioni in cui far saltare il banco, che comunque ci saranno. Significativo poi il ritorno di una cronoscalata, sempre più merce rara nelle corse a tappe degli ultimi anni. Ci saranno più occasioni per i velocisti e i cacciatori di tappe: Mathieu Van Der Poel, che non vince in un Grande Giro dal 2022, avrà finalmente le sue occasioni. Impossibile non notare poi che, dopo l’eccezione dell’anno scorso dovuta alle Olimpiadi, l’ultima tappa del Tour de France 2025 avrà nuovamente il suo arrivo a Parigi.

 

Articolo di Cesare Fabrizi

 

Cesare Fabrizi

Ha 27 anni, ha studiato all’Accademia d’arte di scrittura e storytelling e sogna di pubblicare un fumetto da lui sceneggiato. Si è innamorato del ciclismo durante la terza tappa del Giro d’Italia del 2004, vinta da Damiano Cunego. Quel giorno decise che da grande avrebbe fatto il ciclista, purtroppo non è andata così e si consola con il tennis. Da allora non si è perso un Giro d’Italia e un Tour de France, e questo spiega la sua predilezione per i cronoman e gli scalatori come Wiggins, Contador e Pogacar.

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