Rulli sì, ma con criterio: Dingemans spiega quando l’allenamento indoor non basta
Con l’arrivo dell’inverno e il rischio di pioggia, freddo e strade insidiose, molti ciclisti – professionisti e amatori – spostano parte della loro preparazione sui rulli. La combinazione tra allenamento outdoor e indoor ha assunto un ruolo crescente dopo la pandemia, quando i dati raccolti al ritorno alle competizioni hanno mostrato l’efficacia di una programmazione mista.
Intervistato da Sporza, il preparatore belga Jeroen Dingemans, oggi performance manager della Lotto, ha però chiarito che i rulli non possono sostituire completamente le uscite su strada, fondamentali per costruire la resistenza di base.
“Il gesto sui rulli cambia completamente”
Ex professionista per tre stagioni, Dingemans ha spiegato che pedale reale e pedale indoor sono due contesti diversi sotto molti aspetti.
«Un allenamento di resistenza di 2-3 ore sui rulli non è consigliabile», afferma. Secondo lui, il motivo è legato alla natura stessa del gesto: la pedalata risulta più monotona e meno impegnativa dal punto di vista muscolare e coordinativo.
Inoltre, la posizione in bici è meno dinamica rispetto alla strada e mantenerla a lungo può creare sovraccarichi. Altro elemento da non sottovalutare è la regolazione della temperatura corporea: negli allenamenti indoor il calore si accumula più facilmente.
Surriscaldamento e disidratazione: i limiti dell’indoor
«Anche utilizzando ventilatori e stanze fresche, la temperatura interna sale e il corpo tende a surriscaldarsi», spiega Dingemans.
Quando la perdita di liquidi supera il 2% del peso corporeo, l’efficacia aerobica dell’allenamento diminuisce sensibilmente. Questo rende poco adatti i rulli per lavori lunghi e continui di resistenza.
Zwift e intervalli: cosa funziona davvero sui rulli
Diverso è il discorso per gli allenamenti di qualità: «Gli intervalli si possono fare molto bene sui rulli, variando intensità e durata», sottolinea Dingemans. Le gare virtuali su Zwift, ad esempio, offrono un contesto ideale per ripetute e lavori specifici.
Quando non è possibile allenarsi all’aperto, il preparatore consiglia ai suoi atleti di dividere la sessione in due blocchi da un’ora e mezza, uno al mattino e uno alla sera, per evitare sovraccarico e monotonia.

